#4 Bello da pensare – venerdì 27 gennaio

Pieter Claesz (1596/97 - 1660)

Il ruolo estetico nella percezione del buono.

Come si configura il fattore estetico nell’alimentazione della modernità? Qual’è il ruolo e il peso del bello nell’impaginazione del piatto? Come la tecnologia e la globalizzazione del gusto stanno modificando la percezione del buono? Il giusto e il sostenibile devono anche essere belli?

Ne “L’origine dell’opera d’arte” Heidegger afferma che l’arte è “il porre in opera la verità”, quasi fosse la verità stessa a farsi opera d’arte come qualcosa che ha una sua precisa determinazione. Può sembrare curioso come Heidegger spieghi l’opera d’arte senza far riferimento alla bellezza poiché la verità della vita è essa stessa vita e l’estetica sbaglia perché finisce per essere solo filosofia e non arte. Per investigare sull’arte, la logica va tenuta distante.

In questo stesso senso, partendo dalla monografia di Freud sull’umorismo e sulla comicità, Franz Alexander mostra l’importanza della forma sul contenuto nell’indulgere al piacere per creare l’effetto artistico grazie al piacere che la forma procura.

All’interno del paradigma degli atti alimentari il contenuto è sempre problematico o al limite ovvio. Il fattore culturale per mezzo della ripetizione (tradizione, rito, costume, usanza, cerimonia, etichetta) ha il compito dirigere le scelte e permette di formulare dei giudizi con sicurezza. Quando questo si degrada la forma deve necessariamente prendere il sopravvento per riportare l’equilibrio. Il rischio sarebbe la deriva e l’ansia.

Ne parliamo a cena durante la prossima CROSS DINNER in Appartamento Lago (via Brera 30 – Milano) venerdì 27 gennaio.

Il menù della serata di Andrea Vigna:
Vellutata porri e pioppini
Cavatelli cacio e pepe
Misto forno
Torta di noci

Come partecipare:
Le regole su come partecipare sono alla pagina Come funziona.
Per iscrizioni inviare una e-mail all’indirizzo info@fooda.org

In copertinabreakfast piece di Pieter Claesz (1596/97 – 1660)